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Uno dei
problemi
più
comuni
in cui
ci si
imbatte
quando
si cerca
di
aiutare
qualcuno
malato
di
cancro è
che gli
amici e
i
parenti
non
sanno da
che
parte
cominciare.
Vogliono
rendersi
utili,
ma non
sanno
che cosa
devono
fare.
Qui di
seguito
vengono
riportare
le fasi
di un
processo
logico
che può
facilitare
a
stabilire
dove il
vostro
aiuto è
più
prezioso
e da
dove
cominciare.
Questo
percorso
vale in
particolare
per gli
amici al
di fuori
della
cerchia
familiare
o
parentale,
che sono
quelli
maggiormente
chiamati
a
svolgere
funzioni
di
supporto.
1.- Fate
la
vostra
offerta.
Innanzitutto
dovete
scoprire
se il
vostro
aiuto è
richiesto
o no .
Nel
primo
caso
fate la
vostra
offerta.
La
vostra
offerta
iniziale
deve
essere
specifica
( non
usate
frasi
del tipo
“ fammi
sapere
se c’è
qualcosa
che
posso
fare per
te “ ).
Inoltre
dovete
dire
chiaramente
che
ripasserete
per
vedere
se c’è
qualcosa
in cui
potete
rendervi
utili.
Ovviamente
se siete
il padre
o la
madre di
un
bambino
malato ,
o il
partner
di un
paziente
oncologico
non
dovete
chiedere
nulla.
Ma se
siete
fuori
dalla
cerchia
familiare
è
importante
sapere
se voi
siete
personalmente
nella
posizione
giusta
per
aiutare.
A volte
un
semplice
conoscente
o un
collega
risulta
più
gradito
di un
parente
stretto,
per cui
non date
un
giudizio
prematuro
sulla
vostra
utilità.
Non
rimanete
male se
il
malato
non
sembra
volere
il
vostro
appoggio.
Non
fatene
un fatto
personale.
Se siete
ancora
disponibili
a
rendervi
utili,
chiedete
a coloro
che sono
più
vicini
al
malato
se hanno
bisogno
di
aiuto.
Dopo
aver
fatto l’
offerta
iniziale
non
aspettate
di
essere
chiamati,
ma
fatevi
sentire.
2.-
Informatevi
Se
volete
essere
utili al
malato,
dovete
necessariamente
essere
informati
sulla
situazione
medica,
ma solo
quel
tanto
che
basta
per fare
progetti
razionali.
Non
dovete
assolutamente
diventare
esperti
sull’argomento.
Molti di
coloro
che
vogliono
aiutare
in
malati
sono
spinti
ad
acquisire
sempre
più
dettagli
che non
sono
necessariamente
pertinenti
alla
situazione
del
paziente.
A volte
sono
spinti
dalla
curiosità,
a volte
dal
desiderio
di
essere
padroni
della
situazione.
3.-
Valutate
le
esigenze
Vuol
dire
valutare
le
esigenze
del
malato e
dei suoi
familiari..
Naturalmente
qualsiasi
valutazione
non sarà
mai
definitiva
e sarà
carica
di
incertezze,
perchè
il
futuro è
sempre
imprevedibile.
Ma
dovete
pensare
soprattutto
alle
esigenze
del
malato.
Esse, è
chiaro,
variano
a
seconda
di
quanto
sia
invalidante
la
malattia
in quel
momento
(
ammesso
che lo
sia ).
Se le
condizioni
del
malato
sono
seriamente
compromesse,
forse vi
porrete
delle
domande.
Chi si
prenderà
cura di
lui
durante
il
giorno?
Può
alzarsi
dal
letto e
andare
in bagno
? Può
prepararsi
da
mangiare
? Ha
bisogno
di cure
che non
può fare
da solo
? Altre
domande
le
potreste
porre ai
suoi
familiari.
Ci sono
bambini
da
accompagnare
a scuola
o andare
a
riprendere
? Il
partner
è in
buone
condizioni
di
salute o
ci sono
cose di
cui ha
bisogno
? La
casa si
presta
ad
assistere
qualcuno
nelle
sue
condizioni
oppure
ha
bisogno
di
essere
adattata
?
Qualsiasi
elenco
suggerito
è
sicuramente
incompleto.
Fatevi
un
elenco
vostro
ricostruendo
una
giornata
della
vita del
Paziente
e
pensando
a ciò di
cui può
avere
bisogno
in ogni
fase.
4.-
Stabilire
che cosa
potete e
volete
fare.
Che cosa
potete
fare ?
Potete
cucinare
per il
nostro
amico ?
Portare
dei
pasti
surgelati
precotti
è sempre
ben
accetto.
Potreste
preparare
da
mangiare
per gli
altri
membri
della
sua
famiglia
? Siete
abili
nei
piccoli
lavori
domestici
?
Sapreste
installare
dei
corrimano
o rampe
per
sedie a
rotelle,
se
necessario
?
Potreste
portare
fuori i
bambini
per un
giorno
in modo
da
lasciare
la
coppia
tranquilla
per un
po’ di
tempo ?
Se non
siete in
grado di
fare
tutto
ciò, vi
sentite
in
grado,
per
esempio,
di
pagare
una colf
per
mezza
giornata
la
settimana
in modo
che dia
una mano
al
vostro
posto ?
Potreste
procurarvi
dei
libretti
o delle
videocassette
( o DVD
) o
altro
adatto
al
vostro
amico
Malato ?
Se è una
donna vi
ricorderete
di farle
trovare
dei
fiori a
casa al
ritorno
dall’ospedale
?
5.-
Cominciate
con
piccole
cose
pratiche.
Scorrete
l’elenco
delle
cose che
siete
disposti
a fare e
cominciate
offrendovi
di farne
alcune.
Non vi
dichiarate
disponibili
a fare
tutto,
altrimenti
il
malato
avrà la
sensazione
di
essere “
soffocato
“.
Privilegiate
alcuni
piccoli
compiti
pratici
che il
malato
potrebbe
non
essere
in grado
di
eseguire
con una
certa
facilità.
Fate
programmi
di
minima;
raggiungere
l’obiettivo
è molto
meglio
che
puntare
in alto
e
mancare
il
bersaglio.
Ci
vogliono
un po’
di
attenzione
e tatto.
6.-
Evitare
gli
eccessi
Non fate
doni
enormi
che sono
fuori
luogo e
imbarazzano.
La
maggior
parte
dei
regali
nasce da
un senso
di colpa
del
donatore
e fa
nascere
un senso
di colpa
nel
destinatario.
Analogamente
le
vostre
offerte
di aiuto
dovrebbero
essere
modeste
e adatte
al
malato e
ai suoi
familiari.
. Siate
sensibili.
7.-
Ascoltate
Il tempo
è un
dono che
potete
fare in
qualsiasi
momento.
E’
meglio
dedicare
al
paziente
dieci,
quindici
minuti
al
giorno o
a giorni
alterni,
piuttosto
che due
ore una
volta al
mese.
Occorre
essere
affidabili
e sempre
disponibili.
8.-
Coinvolgete
altre
persone
.Siate
giusti
con voi
stessi e
riconoscete
i vostri
limiti.
Tutti
coloro
che
forniscono
il
proprio
aiuto o
sostegno
vogliono
fare
del loro
meglio.
Potreste
essere
tentati
da gesti
eroici
per un
senso di
ira e
rabbia
contro
quanto è
capitato
al
Paziente
e contro
l’ingiustizia
della
situazione.
Ma se
volete
compiere
degli
eroismi
e poi
fallite,
creerete
voi
stessi
un
problema
anziché
contribuire
a
trovare
una
soluzione.
Per voi
stessi e
per il
Malato
dovrete
essere
sempre
realistici
su ciò
che
siete in
grado di
fare ed
essere
disponibili
a farvi
aiutare
quando
non ce
la fate.
>>
Ripassare
questa
lista
mentalmente
è utile
in
quanto
consente
un vero
approccio
pratico
a
qualcosa
che
probabilmente
non vi è
familiare,
e serve
anche a
placare
il
dolore
che si
prova
quando
non si
sa da
che
parte
cominciare.
Quali
che
siano i
vostri
piani,
cambieranno
senz’altro
con il
tempo,
in
quanto
le
condizioni
muteranno.
Siate
disposti
ad
essere
flessibili
e ad
imparare
strada
facendo.
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